La Pubblicità – Le 9P+1 del Fundraising #2

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La settimana scorsa abbiamo esaminato la prima delle “9P+1 del fundraising”. L’argomento protagonista di questo post potrebbe trarti in inganno: cosa ti richiama la parola “pubblicità”? Riviste, telepromozioni, spot radio, cartelloni, coupon di dentiere, promoted post di Facebook? Anche! O meglio, in questo post parleremo di due aspetti: uno è l’importanza di raccontarci, l’altro é l’importanza di rendere pubblico chi siamo e quel che facciamo.

Le persone donano alle persone

E’ più importante costruire un pozzo a Posadas o è più importante che Paco possa bere acqua pulita tutti i giorni? Hai ragione, é la stessa cosa! Ma il punto è che la tua piccola organizzazione aiuta delle persone oppure permette a delle persone di fare qualcosa di utile per la collettività. Con una donazione puoi promuovere un artista o permettere allo staff del museo di curare nei dettagli la realizzazione della mostra. Con una donazione puoi sostenere un mese di riabilitazione per un bimbo plurimenomato oppure dare a dei ricercatori i mezzi per studiare una malattia genetica rare che produce menomazioni congenite plurime. Le persone che realizzano i progetti della tua organizzazione e le persone che aiutate hanno tutte nomi e cognomi, esperienze, ruoli, relazioni, storie (vedi più sotto!). Bisogna combattere l’imbarazzo e lasciare loro il palcoscenico. I migliori testimonial della causa della tua piccola organizzazione non profit sono loro. I donatori che credono nella tua onp e quelli che arriveranno donano più volentieri a loro che alla tua organizzazione. Chi costruirà quel pozzo a Posadas da cui un intera baraccopoli potrà dissetarsi senza rischio di malattie intestinali? Chi é quel bambino plurimenomato che risponde con affetto agli stimoli dei suoi genitori? Chi sono quei ricercatori che passano la notte fra microscopi, computer e tazze di caffè? Chi é quel giovane artista così talentuoso, tanto da meritare una borsa di studio?

Una storia per conquistarli tutti!

Possiamo presentare la nostra onp e i suoi progetti in tanti modi diversi. La cosa che funzionerà meglio sarà raccontare una storia. Nelle storie che funzionano ci sono un eroe, una sfida, un nemico, il superamento della difficoltà e una conclusione (meglio, il lieto fine!). Il cavaliere e la principessa prima di vivere felici e contenti se la vedono brutta! Usa questa semplice struttura e racconta quello che sta facendo la tua organizzazione non profit. Ricorda: l’eroe é una persona veraLa tua onp al massimo può essere una valida aiutante.

Giacomo é rimasto paralizzato a un braccio e una gamba dopo un incidente. Voleva tornare a gareggiare in barca a vela e vincere le gare come un tempo. Ma le barche a vela sono fatte per chi ha tutti gli arti funzionanti, non per una persona disabile. Giacomo non demorde e si impegna per due anni, ogni santo giorno, a fianco degli allenatori disabili e normodotati dell’Associazione Paralympics Sea Team a imparare a fare con un braccio e una gamba soli tutto quel che faceva prima dell’incidente. Alla regata estiva la barca di Giacomo arriva terza. E quando scende dalla barca, tutti lo acclamano: Giacomo il campione é tornato.

La tua onp é una miniera di storie autentiche, che dovrai raccogliere, rendere pubbliche e valorizzare. Rimetti nel cassetto quella presentazione didascalica di quattro pagine, hai già quel che serve per far capire e coinvolgere il pubblico della tua onp. Per fare breccia basteranno 2 minuti. Comincia subito, sai già come fare: “C’era una volta…”.

“Eh, no… sono fatti nostri!” *

La tua organizzazione non profit deve fare una scelta: raccontarsi o perdere. Oggi (e domani!) vincono le organizzazioni che si aprono e lasciano guardare dentro di sé. L’epoca della fiducia cieca sta passando veloce: i donatori sono sempre più esigenti, vogliono vedere con chiarezza cosa succede dentro le organizzazioni che sostengono, come vengono utilizzate le loro donazioni per i progetti, pretendono efficienza oltre che efficacia. Rendere pubblici obiettivi, strategie, modelli organizzativi, conti, modalità operative é un atto di trasparenza non solo dovuto, ma sempre più necessario per essere credibili e competitivi. Non aspettare che qualcuno venga a chiederti che ne è delle donazioni per il progetto di microcredito familiare in Emilia Romagna, relaziona periodicamente sullo stato di avanzamento e sull’impiego delle risorse. Non attendere neppure che una legge ve lo imponga! “Sono fatti nostri” é una convinzione inaccettabile e se qualcuno nella tua organizzazione ce l’ha in testa, è arrivato il momento di fargli un discorsetto. Tra le piccole e medie organizzazioni non profit del tuo territorio, quante si sono aperte al pubblico? La tua organizzazione non profit potrebbe essere fra le prime, addirittura la prima a farlo. Questa è una grande opportunità: gioca d’anticipo!

* tratto da più (aaaaaaargh, più!) storie vere…


Compiti per casa

  • DA FARE SUBITO: come si presenta la tua organizzazione non profit? Nei materiali di comunicazione usate davvero ancora un articolo dello statuto per raccontare chi siete e cosa fate? Metti subito una mano nella miniera di storie della tua onp e prendine una!
  • DA FARE IN SETTIMANA: quali sono le zone d’ombra nella comunicazione della tua onp? Cosa non si vede? Quali sono i luoghi inaccessibili? Esamina la comunicazione delle onp vostre concorrenti nel territorio. Fai una lista di quello che comunicano loro e che voi non comunicate, e viceversa. Chi è più trasparente? Un nuovo donatore dovendo scegliere tra la tua onp e le altre, di chi potrebbe fidarsi di più?
  • DA FARE NEL MESE: porta all’attenzione del consiglio direttivo il tema della comunicazione. Perché parliamo di cose e non di persone? Ci sono delle decisioni strategiche a monte? Siamo sicuri che comunicare così sia adeguato quando vogliamo fare fundraising? Quali sono le resistenze a parlare delle persone? Superarle ci porterà dei vantaggi, perché stiamo evitando di farlo? Perché stiamo tenendo chiuse alcune porte agli sguardi esterni?
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4 commenti su “La Pubblicità – Le 9P+1 del Fundraising #2”

  1. Ciao Riccardo, ho letto con molto interesse il tuo post e, come sempre, sono d'accordo con te. Comunicare con semplicità non è così immediato come potrebbe sembrare. Si ha spesso l'impressione di sbagliare, di apparire banali o, al contrario, troppo seri. Trovare "la giusta misura" è questione di tentativi, di esercizio, ma soprattutto di empatia e ascolto, credo. Bisogna mettersi nei panni del sostenitore, del donatore, chiedersi cosa davvero vorrebbe sapere dell'ONP che appoggia e come vorrebbe fossero comunicati gli aggiornamenti. Oggi, fortunatamente, abbiamo a disposizione diversi canali(digitali e tradizionali) e possiamo utilizzarli entrambi, in base alle esigenze e alle preferenze di chi ci segue. Raccontare una storia è il punto di partenza ideale: ogni associazione saprà come narrare, con il suo stile, con parole, immagini, suoni, video, disegni… lasciando giocare insieme professionalità e fantasia. Un binomio di tutto rispetto, non credi? 🙂 Un caro saluto. @chicasablan

    • Credo proprio che sia un binomio di tutto rispetto e a quel che dici tu, che sottoscrivo completamente, aggiungo: utilizziamo la potenza dello stare per strada e le nuove (ma ormai neanche tanto!) tecnologie del web per conoscere meglio che possiamo le preferenze dei nostri pubblici. Dal dialogo puro e semplice all'e-mail marketing, abbiamo tutto quello che serve per creare comunicazione mirata su gusti, esigenze, aspettative di chi vogliamo colpire al cuore! Grazie, a presto!

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