Quando ringrazi, vietato chiedere ancora. Oppure no?

 Uno degli accorgimenti consigliati da alcuni consulenti di fundraising é questo: quando mandi una lettera di ringraziamento ad un donatore, metti nella busta un’altra richiesta. Scrivila nel post scriptum, o ancora più implicitamente infila un bollettino postale che parla da sè.

E’ una tattica che ha un certo senso, specie se lavori in una piccola organizzazione non profit con budget ristretti (e in questo caso a maggior ragione, il direct mail va organizzato con metodo!): magari non ti risparmia il costo di una successiva lettera di sollecitazione, ma di certo in questo modo puoi rafforzare il messaggio: il tuo aiuto é importante e questa causa ha bisogno di te!

Spero che questo post, tradotto liberamente dal blog di Michael Rosen, ti metta una pulce nell’orecchio come l’ha messa a me: parla degli effetti collaterali di allegare un’altra richiesta di donazione alla lettera di ringraziamento. Magari hai già preparato delle lettere di ringraziamento, o ne stai preparando dei modelli come incarico del tuo stage 

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5 per mille: come conoscere i nomi? Parte 2

Nell’articolo di ieri ti ho raccontato in generale come puoi provare a raccogliere i nomi di chi ha destinato il proprio 5×1000 alla tua organizzazione.

Una piccola associazione in cui sono volontario da tanti anni ha deciso di sperimentare con il servizio di risposta prioritaria.

Oggi entriamo più nel tecnico e affrontiamo due questioni:

  • attivazione del servizio di risposta prioritaria e
  • il dibattito etico che si é acceso ne ‘Il Portico’ riguardo i contenuti della proposta.

Alla fine del post troverai anche un modello a cui potrai ispirarti per impostare la tua cartolina di risposta prioritaria!

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Payroll giving: come si fa, partendo da zero

Questo post é il primo contributo a FundraisingKmZero di un altro fundraiser: Alessandro Albergamo è un amico e uno che promettente (molto) bene nella professione! Gli ho chiesto di partecipare parlando del programma di donazioni da busta paga che sta pianificando nell’onp in cui lavora …et voilà!

Ringrazio di cuore Alessandro e ti lascio al suo interessantissimo articolo sul payroll giving!

PS: di prossima pubblicazione il modello del contratto usato da Alessandro, come leggerai di seguito!


Stai cercando entrate sicure, fisse e regolari per garantire sostenibilità alla tua mission? Pensi che per lavorare meglio e con una vision più stabile bisognerebbe fare affidamento su introiti costanti?

Antefatto: ero al Festival del Fund Raising a Castrocaro Terme come studente del Master in Fundraising, e mi sono trovato a partecipare alla sessione tenuta dallo staff di Unora Onlus che parlava proprio di payroll giving. Arca di Noè, la cooperativa sociale in cui lavoro, é dedita all’inserimento lavorativo di fasce deboli e svantaggiate, quindi in contatto con alcune aziende per lavoro in conto terzi. Mi sono detto: perché non rendere le imprese per cui lavoriamo il più partecipi possibili alla nostra mission?

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