riccardo friede fundraising km zeroCHI SONO IN SINTESI (se vai di fretta):

Taaaanti anni fa – ero un ragazzino molto ansioso, indeciso e di fretta su tutto – ho conosciuto un Dirigente Coraggioso che aveva un progetto grande, bello e giusto.

Il sistema pubblico, tra risorse scorse, favoritismi di partito e di poltrona, per anni ha sbattuto le porte in faccia a questo Dirigente. Il Dirigente quindi cosa ha fatto? Ha continuato la sua lotta di cittadino contro queste iniquità, ma per quanto riguarda i soldi… ha scelto di seguire un “piano B”. La sua intuizione è stata questa.

L’altra scelta di questo Dirigente Coraggioso è stata di sfidare lo status quo interno alla sua piccola/media organizzazione, e di seguire con fiducia cieca un linguaggio nuovo per comunicare e dei metodi per condurre sistematicamente la raccolta di fondi e donazioni. Dall’altra parte, a suggerire queste strade c’ero io. La strada maestra che ho suggerito a questo Dirigente è stata una sola: la strada del fundraising.

Il fundraising libera dalle catene, rompe equilibri dati per certi e immutabili, si infila tra le crepe del sistema e germoglia, ti permette di scalare vette che sembravano irraggiungibili e di raggiungere orizzonti che sembravano troppo lontani. Il fundraising va contro il pensiero comune, va contro la comodità, va contro le abitudini, va contro la passività, va contro le certezze. Il fundraising è libertà!


Desidero dal profondo che il mondo sia migliore, più equilibrato, più giusto.

Per questo, mi metto accanto ai dirigenti volontari o retribuiti di piccole e medie organizzazioni non profit e ai professionisti del fundraising consapevoli che stanno facendo grandi cose per la società: voi risolvete problemi ogni giorno, affrontate problemi importanti!

Quello che posso fare per voi è trovare i mezzi (= soldi, beni, contatti) per dare più respiro e vigore possibile ai vostri servizi e ai vostri progetti.

Con orgoglio e soddisfazione, posso dirti che l’80-90% di quel che so viene dalla strada e dalla pratica.

Si, ho studiato tanto e studio tantissimo ancora oggi… ma a dirtela tutta, sono anti-studio, anti-didattica, anti-accademia e anti-teoria. Di fondo, sono uno di quelli che “capisce solo quando fa”, per cui mi baso sull’esperienza viva e propongo questa modalità a tutti i miei clienti.

Insomma: se cerchi grandi discorsi filosofici/teorici e metodi di lavoro con schemi logici complicatissimi da seguire, non faccio al caso della tua organizzazione!

CHI SONO IN VERSIONE ESTESA (se vuoi conoscermi un po’ meglio):

Mi chiamo Riccardo Friede, sono nato nel bel paesello di Dolo (VE) il 19 novembre 1984. Compio gli anni ogni anno lo stesso giorno, non sbaglio mai 😉

Sono papà di Nicolò e compagno di vita di Silvia.

[ Nota bene: qui di seguito ti racconto varie cose di me, ma… che cosa dicono di me i miei clienti, coloro che mi pagano per raccogliere e crescere nella raccolta fondi? ]

Di mestiere faccio il consulente di fundraising specializzato in piccole e medie organizzazioni non profit. Tradotto: entro in realtà come la tua per lanciare o riorganizzare dei percorsi di raccolta fondi strutturata. Sottolineo: strutturata! No a caso

Per un’altra parte del mio tempo faccio ancora il fundraiser, dentro a una organizzazione con un ufficio di fundraising piccolo piccolo (siamo in 3 a part-time). Tanti colleghi nel tempo mi hanno sconsigliato di fare allo stesso tempo il fundraiser e il consulente… ma quello che dico io è: se perdi il contatto con la terra e con la strada, come puoi dare consigli agli altri su come si fa raccolta fondi???

Desidero dal profondo che il mondo sia un poco migliore, un poco più equilibrato, un poco più giusto. Per questo, mi metto al fianco a fianco con tutti quei dirigenti volontari o retribuiti e a quei professionisti del fundraising consapevoli che stanno facendo grandi cose per la società: voi risolvete problemi ogni giorno, affrontate problemi importanti! Quello che posso fare per voi è trovare i mezzi (= soldi, beni, contatti) per dare più respiro e vigore possibile ai vostri servizi e ai vostri progetti.

Il quadro in cui tutti ci muoviamo è questo: il mondo dei finanziamenti pubblici in Italia è in declino e finirà ridotto all’osso, indietro non si torna. Le piccole organizzazioni per resistere e prosperare devono imparare a restare in equilibrio lavorando di continuo e in contemporanea su questi 3 elementi:

  • strategia
  • organizzazione
  • economie

Questo tipo di approccio permette di accumulare nel tempo

  • reputazione
  • contatti e anagrafiche di qualità
  • donatori via via più fedeli

che a loro volta alimentano una migliore organizzazione del lavoro, stabilità economica e la possibilità di fare piani sul lungo periodo.

Il mio metodo di lavoro applica alla ricerca di fondi per buone cause:

  • le tecniche del fundraising e della comunicazione di massa adatte alle piccole e medie organizzazioni italiane (quelle non adatte, le escludo: non perdiamo tempo e non facciamoci illusioni!)
  • le tecniche delle pubbliche relazioni per organizzazioni che si muovono prevalentemente a livello territoriale (vale anche per realtà con più sedi o gruppi locali, anche se distanti tra di loro)
  • le tecniche del branding e del marketing a risposta diretta (si, sono gli stessi approcci tipici del mondo commerciale e profit, riadattati al panorama della raccolta fondi)

Con orgoglio e soddisfazione, posso dirti che l’80-90% di quel che so viene dalla strada e dalla pratica.

Si, ho studiato tanto e studio tantissimo ancora oggi… ma a dirtela tutta, sono anti-studio, anti-didattica, anti-accademia e anti-teoria. Di fondo, sono uno di quelli che “capisce solo quando fa”, per cui mi baso sull’esperienza viva e propongo questa modalità a tutti i miei clienti.

Insomma: se cerchi grandi discorsi filosofici/teorici e metodi di lavoro con schemi logici complicatissimi da seguire, non faccio al caso della tua organizzazione. In giro ci sono altre persone molto più meticolose di me, da questo punto di vista, è vero!

Ma, te la butto: davvero per mettere nero su bianco il piano di lavoro per il fundraising di una piccola o media organizzazione servono mesi e mesi?? E delle opportunità e possibilità che corrono via come i treni e non passano più, che ce ne facciamo?? Mah! La mia esperienza dice che bisogna prenderli, e che un piano di comunicazione e fundraising si può impostare in poco tempo per poi aggiornarlo man mano, dandosi scadenze regolari. Bisogna lavorare sodo e veloce, questo si! Ma non bisogna mai perdere settimane o mesi con le mani in mano: le persone corrono mille volte più veloce del fundraising e delle nostre piccole e medie organizzazioni. Noi dobbiamo correre dietro alle persone e alla società che cambia, non ai manuali pieni di modelli e di teorie!

Insomma:

viva la pratica, viva chi fa fundraising, viva i territori, viva le piccole e medie organizzazioni, viva i piccoli uffici di fundraising!

Per il resto…

sono consigliere nazionale di Assif – Associazione Italiana Fundraising e collaboro a far crescere il Gruppo Triveneto.

Sono relatore al Festival del Fundraising e al suo interno coordino il “Forum delle Piccole Organizzazioni Non Profit”. Sono stato docente al Master in Fundraising di Forlì.

Mi sono diplomato al Master in Fundraising di Forlì e al Master in Gestione Etica d’Azienda di Venezia (sempre con borse di studio, che è meglio).


Vuoi capire come possiamo collaborare per far crescere la tua organizzazione? Comincia da qui.