Le attività di raccolta fondi sono tantissime perché nascono dalla creatività di persone che mettono il proprio tempo e ingegno a disposizione di un buona causa in cui credono fortemente.

Ma qualsiasi tipo di raccolta fondi si voglia mettere in piedi, vanno sempre rispettate le norme civilistiche e fiscali in vigore.

In questo articolo ho raccolto le informazioni sulle regole di alcune tra le raccolte fondi più praticate che sono state pubblicate  sul nostro sito.

Con questa piccola guida spero di semplificare la vita dei dirigenti non profit.

Nel dettaglio parlerò di:

Ma prima di partire ti ricordo che lunedì 27 luglio io e Riccardo Friede terremo un webinar gratuito dove parleremo di un tipo specifico di raccolta fondi, ossia la campagna lasciti.

Come sempre, al termine del webinar risponderemo anche alle domande dei partecipanti, quindi cogli al volo l’occasione e registrati qui alla lista prioritaria che ti garantisce un posto al webinar.

 

Le norme generali della raccolta fondi

La raccolta fondi è un’attività strategica per tutte le organizzazioni non profit perché offre l’opportunità di:

Le raccolte pubbliche occasionali di fondi generalmente avvengono in luoghi pubblici, in occasione di giornate di sensibilizzazione su temi specifici, o in occasione di feste paesane o feste del patrono, quindi in momenti piacevoli e di aggregazione sociale.

Le diverse modalità con cui si effettua la raccolta sono importanti perché, a seconda delle diverse tipologie, potrebbero essere diversi gli adempimenti da porre in essere.

Per esempio:

Ognuna di queste attività richiede l’osservanza di regole diverse, comunali e/o nazionali.

La complessità delle normative e la difficoltà delle associazioni di avere interlocutori esperti che possano aiutarle è uno dei lati negativi della raccolta fondi (è uno dei motivi per cui ho fondato un’agenzia di servizi dedicata al Terzo Settore).

 

Le norme fiscali

Dal punto di vista fiscale le raccolte pubbliche di fondi sono completamente esentasse (salvo le tombole, pesche e banchi di beneficenza), anche se rivolte a persone non socie, ma devono rispondere a specifici requisiti.

Perché siano applicabili le agevolazioni fiscali è necessario che la raccolta fondi sia organizzata in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze (ad esempio, in occasione dell’anniversario di fondazione dell’associazione) o campagne di sensibilizzazione  (art. 143, comma 3, lett. a)  TUIR).

Dal punto di vista amministrativo bisogna redigere un rendiconto apposito per ogni singola raccolta fondi organizzata durante l’anno, accompagnato da una  relazione illustrativa.

Il rendiconto e la relazione illustrativa dovranno essere:

 

I benefici per i donatori

I donatori possono detrarre o dedurre le erogazioni liberali verso gli enti del Terzo Settore e queste agevolazioni contribuiscono a stimolare una maggiore generosità in chi dona, se opportunamente rese note dalle associazioni.

Se convenga detrarre o dedurre dipende dalla situazione finanziaria di ogni singolo donatore, quindi per l’ente beneficiario è impossibile dare suggerimenti in questo ambito.

Ricordo infine che il Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017) ha rivisto ed ampliato le  fonti di finanziamento  degli enti del Terzo Settore senza scopo di lucro.

Se vuoi avere maggiori chiarimenti sulla gestione fiscale delle raccolte fondi o sui benefici ai donatori prepara le domande e  iscriviti qui al prossimo webinar di  Raccolta fondi no stress.

 

Che tipo di raccolta fondi realizzare?

L’ente non profit può decidere di organizzare iniziative pubbliche di varia natura come ad esempio eventi sportivi, culturali, ricreativi, rappresentazioni teatrali o concerti all’aperto, competizioni agonistiche o amatoriali, ecc.

Tra gli eventi più popolari ci sono anche:

Quale sia la manifestazione che si realizza, è fondamentale che vengano rispettate anche le eventuali norme regionali e comunali, onde evitare contestazioni e sanzioni in caso di controlli.

Quindi ti consiglio di chiedere indicazioni al tuo Comune prima di cominciare ad organizzare la raccolta fondi.

 

Il crowdfunding

Il crowfunding è una forma di micro-finanziamento collettivo, una modalità di raccolta fondi che si svolge principalmente online.

Chi cerca finanziamenti per un’iniziativa privata, un progetto di beneficenza/utilità sociale o un’impresa (spesso una start up), può:

Esistono vari tipi di crowdfunding:

Il crowdfunding donation based può essere fatto anche da una  persona fisica  poiché si tratta di un finanziamento sotto forma di donazione liberale da parte di sostenitori di un determinato progetto.

 

Gli aspetti contabili e fiscali del crowdfunding

Dal punto di vista contabile vale quanto ho scritto sopra sulle regole generali della raccolta fondi: si devono redigere il rendiconto e la relazione illustrativa.

I proventi del crowdfunding:

–  Germana Pietrani Sgalla  – 

Vuoi maggiori informazioni su questo argomento? Vuoi farci una domanda specifica?  Segui i webinar gratuiti di Raccolta fondi no stress: clicca qui per entrare nella lista prioritaria di partecipazione!


germana pietrani sgalla tornacontoec banner

Condividi generosamente su