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Quando il fundraiser è un piede troppo grande in una scarpa troppo stretta (e cioè, l'ente e le sue decisioni)

Se direzione e consiglio di un ente hanno dubbi su relazioni, comunicazione secondo le regole del fundraising e tempo da dedicare alla raccolta, assumere un fundraiser non sistema le cose. Resta da scegliere fra assunzione, consulenti o altre collaborazioni: l'approfondimento è nella community Cantiere Fundraising.

di Riccardo Friede · · Lettura 1 minuto

fundraiser, fundraising, raccolta fondi

Se nella tua organizzazione ci sono incomprensioni, titubanze, perplessità sul tema “raccolta fondi”, non sarà certo assumere un fundraiser a tempo pieno o parziale a mettere a posto le cose!

Se la direzione retribuita o volontaria del tuo ente nutre dubbi su temi chiave quali:

  • stringere relazioni in prima (e seconda) battuta non “producono” nulla
  • comunicare non come “piace”, ma secondo le regole del fundraising
  • osare di “scomodare” la gente mettendoci la faccia per parlare del vil denaro
  • dedicare non meno, ma a volte più tempo di prima alla raccolta fondi…

…neanche una truppa di fundraiser assunti e attrezzati come per raggiungere la vetta dell’Himalaya riuscirà ad avviare questo particolare cammino!

Saper scegliere tra le alternative è il sale della vita per chi fa raccolta fondi: e quindi? Assumere o non assumere? Consulenti: si o no? Oppure, altre forme di collaborazione?

Leggi l’approfondimento speciale che trovi nella community “Cantiere Fundraising” (lettura libera dopo la registrazione gratuita).

Avanti tutta!

Come citare. Fundraising Km Zero (2025), «Quando il fundraiser è un piede troppo grande in una scarpa troppo stretta (e cioè, l'ente e le sue decisioni)», fundraisingkmzero.it/fundraising/quanto-il-fundraiser-e-un-piede-troppo-grande-in-una-scarpa-troppo-stretta. Licenza CC BY-NC 4.0.