L’ottimo è nemico del buono

Scarica o stampa questo post

E’ un’espressione che ho appreso indirettamente dal dirigente del reparto ricerca nazionale e internazionale di un’università italiana.

“L’ottimo è nemico del buono”.

Ottimo è tensione verso l’infinito, buono è realtà.

Ottimo è un’idea meravigliosa, buono è un progetto con qualche falla ma che “porta a casa”.

Ottimo è “non è ancora pronto”, buono è un’azione fatta e finita.

Ottimo è un millimetro più su o più in giù, buono è le cose al posto giusto.

Ottimo è valutato e pianificato e rivalutato al secondo, buono è efficace.

Non sto dicendo l’ottimo sia risibile. Ma per l’ottimo servono molte risorse, e di ogni genere!

Per questo quando si tratta di fare fundraising in piccole o medie organizzazioni, buono è meglio di ottimo.

Ci sono tante cose buone che puoi fare e risultati che puoi ottenere spendendo meno tempo, energie e denaro di quando ambisci all’ottimo.

Puoi assemblare un buon video emozionale con iMovie anziché assoldando un’ottima agenzia.

Puoi scattare buone foto col tuo smartphone anziché con un ottimo studio.

Puoi scrivere una buona lettera che magari partirà con qualche refuso e spazio doppio anziché rigirarla settimane intere per avere un’ottima lettera che parte in ritardo.

Puoi organizzare una buona cena di raccolta fondi in parrocchia anziché un’ottimo grande evento che assorbirà ogni tua energia e capitalizzerà poco o niente in termini di relazioni e capitale sociale.

Puoi stringere delle buone relazioni durature e di qualità presentandoti come sei anziché ottimamente “studiato”.

Puoi fare del buon telemarketing in casa anziché dell’ottimo telemarketing affidato a terzi.

Puoi elaborare una buona campagna informativa grazie agli studenti di un istituto d’arte anziché con un ottimo Saatchy&Saatchy.

Lavori in una piccola organizzazione.

In ufficio siete 2 o 3. O 1.

Il “budget per la comunicazione” semplicemente non si sa cosa sia.

La strategia di lungo periodo forse l’avrai chiara solo tu, il resto del mondo ha una visione di breve termine, medio quando va bene.

Non perdere per strada il buono ostinandoti a inseguire l’ottimo o ascoltando chi ti tartassa con l’idea di una perfezione affascinante ma che ritarda troppo l’azione e i risultati.

Realizzando molto di buono diventi migliore, 1000 volte di più che studiando le virgole e lasciando le cose sulla carta. Cresci velocemente e impari a gestire un buono sempre più efficiente, potente e impattante.

C’è gente lì fuori che sta raccogliendo alla grande grazie a buone liste (buon database) raccolte con pazienza e fatica e gestite con buone attività.

L’ottimo è nemico del buono!

Scarica o stampa questo post

Lascia un commento a questo articolo. Dì la tua!