E se le non-profit (anche le piccole) diventassero digitali?

E se le non-profit (anche le piccole) diventassero digitali?

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Questo articolo è scritto assieme allo staff di UIDU. E’ stato pubblicato per spirito di collaborazione, non è oggetto di un rapporto commerciale.


Lo staff di UIDU ci ha raccontato della sua esperienza, che si muove tra processi tecnologici, digitalizzazione delle piccole e medie onp e il “fare impatto“.

Partiamo con un “Benvenuti!” e le dovute presentazioni: qual è la vostra storia, e qual è la vostra missione?

Abbiamo iniziato 10 anni fa, con l’idea di riunire diverse realtà locali all’avanguardia per amplificare l’impatto sociale grazie alle persone che si dedicano al volontariato e in generale, alla cittadinanza attiva. Poi negli anni abbiamo compreso che le organizzazioni con a cuore l’impatto sociale spesso hanno grandi missioni e tanta volontà, ma poca struttura e capacità di scalare. Per questo abbiamo deciso di costruire una piattaforma tecnologica che offra gli strumenti solitamente usati nel mondo nonprofit in modo semplificato e con attenzione all’usabilità, per servire le realtà che generano impatto sociale.

Perchè uidu si sta impegnando nella digitalizzazione delle nonprofit?

Pensiamo che il digital possa essere un volano di crescita interna ed esterna per ogni organizzazione. Le organizzazioni nonprofit sono impegnate in un processo di cambiamento che ha un impatto diretto sulla vita delle persone e sull’ambiente. 

Queste organizzazioni in primis devono avere la possibilità di accedere e utilizzare strumenti a supporto della loro crescita, per questo abbiamo scelto di dare priorità a organizzazioni e professionisti del nonprofit. La nostra piattaforma valorizza i processi interni e le risorse già presenti in seno alle nonprofit, semplificando il raggiungimento dei loro obiettivi e rafforzando i processi lavorativi interni.

Quali sono i feedback che state raccogliendo dal mondo nonprofit rispetto a questo processo?

Da una ricerca che abbiamo svolto nel 2021, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano sul livello di adozione, prontezza e utilità percepita delle tecnologie nelle NPOs, sono emersi diversi blocchi legati a una bassa propensione verso l’utilizzo di strumenti digitali volti a migliorare i processi lavorativi interni. Spesso vediamo come per le nonprofit sia ancora difficile sganciarsi da processi organizzativi poco produttivi, e si continuino a prediligere pratiche e schemi tradizionali che risultano dispersivi e non semplici da gestire. Lo abbiamo visto anche con il CercaBandi, la piattaforma ideata per monitorare in modo automatico i bandi e gestire il processo, dalla ricerca iniziale fino all’invio del bando, in un unico luogo. Nei mesi scorsi abbiamo condiviso un questionario per capire quanto tempo viene dedicato alla ricerca bandi ed è emerso che in media le organizzazioni impiegano 4 ore a settimana, quasi il 10% del tempo medio lavorativo. Un tempo molto rilevante, per questo nel CercaBandi abbiamo creato il salvataggio delle ricerche con criteri specifici e diamo la possibilità di valutare un bando alla volta, salvando e scartando come se fosse Tinder. Questo permette di far risparmiare fino a 3 ore e mezza alla settimana. 

Quali sono gli ostacoli che avete riscontrato?

I risultati che abbiamo rilevato ci indicano che le nonprofit hanno bisogno di vedere esempi concreti per valutare alternative pratiche e semplici rispetto alle modalità di lavoro tradizionali. In caso contrario, il digitale difficilmente può essere percepito come utile e integrato nei processi interni. Un ostacolo è rappresentato dalla mancanza di consapevolezza verso le possibili potenzialità del digital, per questo motivo sulla nostra piattaforma abbiamo reso accessibili gratuitamente alcuni prodotti come il CMR, l’app Eventi e la prova gratuita di 10 giorni sul CercaBandi. Per molte nonprofit la mancanza di risorse economiche da investire è uno dei primi grossi scogli da superare; il nostro CercaBandi è pensato per superare questo ostacolo e permettere alle organizzazioni di trovare le opportunità di finanziamento più adatte alle loro esigenze e reperire così i fondi necessari per realizzare i loro progetti.

Quali sono le soluzioni che proponete per semplificare questo processo di trasformazione digitale? 

L’ascolto attivo verso le organizzazioni è il primo strumento che utilizziamo per semplificare il processo. Non proponiamo mai soluzioni calate dall’alto ma adottiamo un metodo di lavoro flessibile, che ci permette di integrare in poco tempo i feedback esterni e di promuovere strumenti digitali alla portata di tutti. Ogni prodotto è il frutto del contributo delle persone che hanno utilizzato la nostra piattaforma. Un’altra soluzione che ci aiuta a semplificare il processo è la messa a disposizione di forme di accompagnamento dedicate a ogni organizzazione. Tutti i professionisti che entrano nella nostra community possono infatti usufruire del nostro supporto in qualsiasi momento. Spesso si pensa che il digitale possa isolare dai processi umani, abbiamo invece riscontrato come la condivisione faciliti la trasformazione e migliori l’efficacia del proprio lavoro. Su uidu è possibile condividere il proprio workspace, ovvero lo spazio di lavoro con tutti gli strumenti di uidu, gratuitamente con 5 collaboratori. 

Come è sviluppata la vostra piattaforma all-in-one?

Uidu è pensato per ospitare ogni attività quotidiana in un unico luogo digitale, nel quale ogni prodotto è integrato con gli altri. Una piattaforma collaborativa dove gestire in modo semplice ed efficace processi e attività. Chi si iscrive deve iniziare creando un proprio spazio di lavoro, il suo workspace, una vera e propria scrivania digitale nella quale è possibile attivare i differenti prodotti di cui si ha bisogno. Queste applicazioni permettono di: trovare risorse economiche per finanziare progetti, migliorare processi di condivisione, creare una community o aggregarsi a una esistente, svolgere attività di raccolta fondi e acquisire buone pratiche di gestione. 

Perché avete scelto di partire dal CercaBandi? 

Abbiamo visto come la ricerca bandi tradizionale sia spesso una delle attività più dispersive e poco organizzate. La ricerca viene considerata come un’attività non primaria e scollegata dai processi necessari al raggiungimento del vero obiettivo, ossia realizzare i progetti sociali. Il tempo risparmiato grazie alla ricerca automatizzata del CercaBandi, dà invece lo spazio necessario all’attività di gestione dei bandi su cui si intende lavorare.  Con il CercaBandi anche le nonprofit alle prime armi hanno a disposizione uno strumento semplice e intuitivo per gestire al meglio le opportunità di finanziamento e per iniziare ad adottare pratiche e risorse digitali e collaborative. Grazie!

Grazie a voi!


Nota a margine

Oltre al servizio specialistico di UIDU, nel panorama italiano i servizi “cerca bandi” sono molteplici. In particolar modo, ci teniamo a segnalarvi quelli che ci piace indicare come ottime soluzioni per le piccole e medie organizzazioni:

  • GRANTER di Italia Non Profit, permette non solo di rintracciare opportunità di finanziamento ma anche, a seconda dei piani, i contatti di chi si occupa di bandi e finanziamento negli enti o nelle imprese di riferimento.
  • BANDOLO DELLA MATASSA di Excursus+, che unisce alla parte di monitoraggio bandi un’intensa attività di reportistica.

Non ci rimane che augurare una buona ricerca bandi a tutti e tutte!

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