Il Checcalendario: intervista ad Alessandro Bianchi di Zucchero Sintattico

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Autore e curatore di questo articolo: lo “chef du fund” Liborio Sacheli.


Per la rubrica “IN SOLDONI: quando il piccolo fundraising cambia il mondo intero”, intervistiamo oggi Alessandro Bianchi, fondatore nel 2008 del blog Zucchero Sintattico. Alessandro non si definisce un attivista, ma con orgoglio afferma che la parte attiva del suo blog consiste nel devolvere parte delle donazioni raccolte con il Checcalendario alle associazioni che operano in progetti d’inclusione e diversità.


Rompiamo subito il ghiaccio: Alessandro, due parole su di te e su Zucchero Sintattico, perché questo nome?

Il perché è molto semplice: 10 anni fa ho fatto l’università, nel Mesozoico, e ho studiato informatica. Zucchero Sintattico nel linguaggio di programmazione è quella cosa che addolcisce la vita al programmatore nella scrittura del codice. Un esempio di Zucchero Sintattico sono le parentesi e poiché facevo tantissime digressioni, tante parentesi, ho detto “mi piace, non ce l’ha nessuno!”

L’idea di aprire un blog è nata tanti anni fa, all’inizio era solo un blog personale  e negli anni è diventato lo spazio dove scrivevo le mie osservazioni su diritti LGBT+ e femminismo. Oggi sono diventato quello che credo si chiami creatore di contenuti, proposti  prevalentemente su Instagram.

Dunque, hai iniziato a scrivere su un blog, su cui dici “non vengo pagato per scrivere Zucchero Sintattico e vorrei tenerlo senza pubblicità, ecco perché ho pensato a questo sistema delle donazioni”, ovvero Patreon (e Paypal). Insomma, una vera e propria azione di fundraising per mandare avanti la baracca..come ti è venuta questa idea? E soprattutto, la tua community è stata pronta a recepire questa azione? Per chi inoltre non conoscesse Patreon, come lo descriveresti?

C’erano diverse persone a cui piaceva la mia voce, una voce non influenzata da editori di sorta, in un contesto come quello di un blog in cui non c’erano pubblicità ogni 5 pixel. Mi sono detto “magari queste persone possono essere interessate a sostenermi in qualche modo”, anche se le spese di gestione di un blog non sono alte. Io ero abbastanza sicuro che se anche la community non mi avesse sostenuto, io quei 100 euro all’anno per mandare avanti la baracca li avrei volentieri spesi, quindi non ho corso un rischio grande. La community l’ha presa abbastanza bene, all’inizio avevo uno zoccolo duro di sostenitori più fogati che mi hanno da subito sostenuto, formato da poche persone, una decina in totale. Erano miei carissimi amici e persone fedelissime che mi seguivano dal principio, che avevano visto un post sulla pagina Facebook collegata al blog.

Ho scelto Patreon perché faceva al caso mio: una piattaforma di crowdfunding in cui il contributo può essere più piccolo e continuativo nel tempo, può decidere direttamente il donatore  con quanto sostenerti e per quanto tempo farlo. Inizialmente non mi pubblicizzavo nemmeno così tanto perché non avevo pensato a nessuna ricompensa da dare, e poi quando ho iniziato, Patreon era solo in inglese, con la valuta in dollari e non semplicissimo da usare: rischiavo di far perdere tempo alla mia community con uno strumento non troppo friendly o accessibile. Adesso è molto più diffuso, anche grazie a degli influencer che lo usano e si fanno pagare per il loro lavoro, inoltre è in italiano ed è possibile scegliere la valuta in euro.

Parliamo adesso di una delle cose più favolose, se non la più favolosa, del tuo blog: il Checcalendario! Da cosa è nato e perché proprio questa ricompensa per le persone che hanno deciso di sostenerti?

Grazie intanto per il favoloso, è proprio il mio aggettivo prefe per il Checcalendario. Molto semplice, una mia ossessione è quella di collocare le cose nel tempo perché me le dimentico. Ho un calendarietto sulla scrivania, uso Google Calendar, il calendario a muro, in più sul cellulare ho sempre avuto una pagina di memo che si intitolava “Cose da fare per essere Gay sul pezzo”, dove segnavo le serie tv e i film da vedere e recensire, i libri in uscita, quelli che dovevo recuperare, gli eventi a cui partecipare. Ho pensato di unire le due cose, ed è nato il Checcalendario. Non volevo che diventasse  un lavoro, per cui ho subito fatto presente che se fosse avanzato qualcosa avrei destinato tutto a progetti di beneficenza.

Vi descrivo un mese del Checcalendario: esce una volta al mese, La pagina è divisa in due parti, il calendario con delle date o cose da ricordare, dalla giornata della visibilità bisessuale del 23 settembre al compleanno di Beyoncé il 4, quindi sia delle celebrazioni importanti per la comunità LGBT+ sia date più frivole. La seconda parte è dedicata alla storia di un personaggio, inserita all’interno di un tema annuale: quest’anno sono le icone di fantasia che ci hanno ispirato nella nostra formazione e in quella dei nostri valori. Ci sono state ad esempio Sailor Moon, Andromeda de I Cavalieri dello Zodiaco; quello di questo mese è Will&Grace, e da quando l’ho pubblicato un sacco di persone mi hanno scritto dicendo quanto sia stato importante per loro il telefilm, io stesso ho fatto coming out (dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o identità di genere, ndr) grazie a Will&Grace. C’è quindi un’illustrazione, realizzata da Matteo Pollastrini, mio amico e abilissima penna, io mi occupo della storia del personaggio. Tra l’altro, chi si iscrive ora su Patreon può visualizzare e scaricare tutti gli arretrati (accattativill’, quello di luglio su Lady Oscar era bellissimo, ndr)!

Ad un certo punto la tua azione di fundraising diventa una vera e propria campagna di Personal Fundraising: a fine anno individui infatti alcuni progetti su diversità e inclusione e destini loro una parte delle donazioni che a tua volta hai ricevuto su Patreon. In un post su Instagram hai annunciato lo scorso 18 dicembre i progetti che hai scelto, scrivendo “ve ne parlo perché hanno bisogno di soldi, ma anche di visibilità. La beneficenza si fa in silenzio solo nel magico mondo dei privilegiati”, divenendo di fatto un esempio e innescando quel circolo virtuoso di cui si parla tanto nel mondo del fundraising. La domanda è: cosa orienta la tua scelta in questo passaggio da fundraiser a donatore e come ci si sente a sostenere determinati progetti?

Grazie per aver citato quella frase, in cui credo fermamente perché spesso ci si lava la coscienza dicendo “ho fatto divulgazione su un argomento, sono a posto, il mio contributo è stato quello di parlare del problema”, ma ovviamente non basta, bisogna passare all’azione. Personalmente, sono molto contento quando passo da persona che raccoglie fondi a donatore, sono soldi che ho “sudato” investendo tanto tempo dopo il mio lavoro e che possono essere destinati a persone che fanno realmente la differenza con i loro progetti.

Cosa orienta la mia scelta: io chiedo ai miei follower di segnalarmi associazioni od organizzazioni e poi passo intere giornate a studiarmi i loro siti, perché ho bisogno della trasparenza massima. Finora non mi ha mai deluso nessuno, anzi; ad esempio, sono molto contento dei progetti “To-housing” a Torino o “Le Migration” a Palermo, rispettivamente dell’Associazione Quore e di Arcigay Palermo, con le quali si è instaurato un bellissimo rapporto. So di potermi fidare, e questo mi rende felice, anche perché quando hai in mano dei soldi che ricevi da altre persone senti una responsabilità ancora più grande, e devi trovare trasparenza, che rappresenta il discrimine  oltre ad un primo filtro sulle tematiche di diversità e inclusione.⁣

Chiudiamo con la domanda che segna l’infanzia di tutte e tutti: cosa farà Zucchero Sintattico da grande? Che ne sarà del Checcalendario?

Bella domanda! Ho alcune idee, sicuramente vorrò continuare questo progetto, in base alle energie che avrò e al tempo, e ci sarà un’edizione 2022. Al momento le persone che leggono il calendario sono circa 100 su Patreon. Vorrei crescere su questi numeri, anche perché la voglia di continuare a sostenere progetti su diversità e inclusione c’è ed è tanta, per cui teniamo botta! (ride,ndr)!

Ringraziamo Alessandro per aver condiviso con noi la sua azione di fundraising. In soldoni, cosa ci lascia questa piacevole e favolosa chiacchierata con Zucchero Sintattico?

  • E’ fondamentale individuare il proprio fabbisogno e scegliere uno strumento che è possibile presidiare, trovando un giusto compromesso con l’esperienza di donazione
  • Quando pensiamo a una ricompensa o a un gadget scegliamo qualcosa di autentico che rappresenti noi e la nostra organizzazione per ringraziare i donatori
  • Donare è una forma di attivismo, e può innescare un meraviglioso effetto domino (ricordiamocelo quando pensiamo ai donatori e alla loro voglia di donare)
  • Essere trasparenti, sempre!

Per saperne di più sul Checcalendario, visita la pagina Instagram www.instagram.com/zuccherosintattico o il blog all’indirizzo www.zuccherosintattico.it

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