Base d’asta N-Euro, Chi dona di più? 

Base d’asta N-Euro, Chi dona di più? 

Scarica o stampa questo post

Articolo dello chef du fund Liborio Sacheli. Grazie!


Non era una notte buia e tempestosa, piuttosto uno di quei venerdì sera uggiosi che solo le città del Nord sanno regalarti; una di quelle sere di cui ogni tanto faresti anche a meno, quando inevitabilmente finisci per tirare fino agli occhi la coperta in pile, bere una tazzona di bevanda calda a scelta tra tisane varie ed eventuali (rigorosamente con il miele) e aprire una piattaforma di streaming. Tutto nella norma, ero già rassegnato a passare ore ed ore per scegliere la serie o il film della serata (e Zero ne sa qualcosa), quando mi arriva una notifica di Facebook:

SIMONE TI HA INVITATO AL SUO EVENTO “ASTA DI PENEFICIENZA DI COSE A CASO”

Simone è il fidanzato di uno dei miei migliori amici, e mi aveva appena “svoltato la serata”. Di seguito la descrizione dell’evento per avere la situazione più chiara:

“Porta anche tu le cose inutili che hai per casa, verranno battute all’asta per una buona causa.

Regole: scegliere cose inutili che si hanno per casa, comunicare la lista a Simone almeno il giorno prima. Ben accetto anche il trash. Venire animati da spirito di beneficenza, porterete cose per essere messe all’asta, ritornerete a casa con cose prese all’asta. Tutti gli articoli verranno battuti all’asta partendo da una base di pochi euro (valuterò la vera base per ogni articolo in base all’articolo). Tutto il ricavato verrà devoluto in beneficenza all’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Il vero scopo della serata è: 

  1. passare del tempo insieme facendo cose non convenzionali 
  2. liberarsi di cose inutili che abbiamo in casa
  3. raccattare simpatiche idee per regali di ***** per il Natale…
  4. ovviamente fare beneficenza.

È un dopocena. Ci sarà comunque alcool e qualche stuzzicheria offerta dalla casa d’aste”.

Al netto dell’iniziativa anticapitalista e perfettamente inserita all’interno del “riduci – riusa – ricicla”, capirete bene che per un fundraiser è stato un invito a nozze, soprattutto in virtù di tutte le cene o serate passate insieme in cui puntualmente arrivava il cosiddetto “momento fundraising”, ovvero il momento durante il quale i miei amici si sorbivano le ultime campagne che stavo realizzando (vi prego ditemi che non sono il solo a farlo!). Non ho fatto in tempo a cliccare su “partecipa” che ricevo subito un messaggio dal mio amico con scritto “è la tua serata!”, di sicuro non potevo perdermela!

Nei giorni precedenti il grande evento, per il quale è stata addirittura scomodata la compianta Prue Halliwell (se non la ricordate, beccatevi sta sigla qui), non sono mancati i reminder (vi ricordano qualcosa?) con annesse foto di oggetti trash messi all’asta e comunicazioni di servizio sui pagamenti. Di che tipo? Ovviamente digitali! Come specificato infatti,

“Tutte le transazioni monetarie di assai zeri (dopo la virgola) avverranno solo a fine asta in unica soluzione tramite Satispay”.

Satispay, proprio lui! Lo strumento che nel 2020 ha raccolto circa 1.600.000 € da più di 100.000 donatori su 6 campagne di donazione (fonte: Satispay for Good 2020), e che nel Benchmark 2019-2020 di iRaiser vediamo attestarsi all’1.3% del totale delle donazioni*, con un valore medio di 28 euro. Insomma, non solo l’applicazione che ci toglie dall’impiccio quando in pizzeria dobbiamo fare alla romana, ma anche un ottimo metodo di pagamento che anche le piccole e medie onp possono utilizzare, attivando un conto business sul sito dell’app e fornendo tutte le informazioni richieste sulla propria organizzazione. 

Con qualche ritardo nella comunicazione degli oggetti (mea culpa), siamo arrivati alla fatidica serata, che sin da subito si prospettava una vera e propria maratona: all’asta c’erano infatti 38 lotti, ci eravamo proprio impegnati! Certo, mai quanto Simone che per ogni oggetto aveva fissato una base d’asta e li ha presentati tutti e 38 con una verve che nemmeno il Baffone dei tempi d’oro aveva (e nemmeno Wanna Marchi, se per questo), o come sua madre che aveva preparato delle palettine per comunicare i rilanci, rigorosamente da almeno 0,50 cent. 

Ebbene, tra servizi di tazzine, pantofole giganti, oggetti provenienti da un ex-sexy shop, salvadanai, libri e una candela zebrata alta 60 cm, l’asta è andata avanti per 3 ore abbondanti, raccogliendo un totale di 226 euro, che l’indomani sono stati donati tramite Satispay all’AISM, e di cui Simone, con una trasparenza invidiabile, ha inviato la ricevuta a tutte e tutti i presenti. 

Oltre ad aver fatto spazio in casa, a esserci divertiti passando una serata che ce ne vorrebbero almeno due per raccontarla bene, e ad aver fatto del bene, cosa mi sono portato a casa da quella meravigliosa asta di cose a caso?

 

  1. Da fundraiser, sapere che ci sono persone che letteralmente si sbattono per fare del bene, oltre agli addetti ai lavori, fa riacquistare un po’ di fiducia nel mondo e nell’umanità, perché effettivamente ci sono persone che il cambiamento nel mondo vogliono vederlo, anche organizzando una serata diversa dalle altre;
  2. sempre da fundraiser, forse ogni tanto dovremmo interrogarci sulle storie che stanno dietro alle donazioni e alle persone che fanno sì sia possibile raccontarle: potremmo scoprire tanto, più di quello che immaginiamo! Pensiamo alle pesche di beneficenza in chiesa, all’oratorio o ai presepi di Natale, quanti oggetti con storie diverse e persone diverse, passaggi di mano in mano e scambi di emozioni. Non è forse quello che facciamo parlando con i donatori, scambiarci emozioni?
  3. Da fundraiser/peopleraiser, quante persone come Simone e sua madre posso agganciare e coinvolgere in banchetti, eventi ed iniziative, valorizzando al meglio i loro talenti, le loro predisposizioni, e farli sentire parte di un qualcosa di più grande?
  4. Da donatore, sapere che la mia donazione insieme a quella di altre persone possa fare, in minima parte, la differenza, a prescindere dalla causa. 
  5. Un bellissimo squalo con bombola d’ossigeno dalla dubbia utilità, che però è diventato immediatamente un regalo di Natale. Per il mio amico, per la gioia di Simone.

*considerando un panel di 32 onp.

Scarica o stampa questo post

Lascia un commento a questo articolo. Dì la tua!